La musica mitteleuropea come una linea continua, vivificata dalla bacchetta di Tjeknavorian. Con la Sinfonia n. 68, Haydn ne mostra l’origine, tra eleganza formale e invenzione giocosa. Brahms ne raccoglie l’impulso e, nelle
Variazioni su un tema di Haydn
, lo trasforma in un gioco di metamorfosi, dove il passato diventa materia da reinventare. Dvořák – che in Brahms trovò un punto di riferimento assoluto – porta questa eredità verso una nuova dimensione: nell’
Ottava sinfonia
la forma si fa più libera, ispirata da una vitalità luminosa e da un’invenzione melodica inesauribile.