Alexandra Dovgan, oltre il prodigio - Orchestra Sinfonica di Milano

Alexandra Dovgan, oltre il prodigio

Pubblicato il 01/10/2026

Il 9 e l’11 ottobre Alexandra Dovgan è protagonista, accanto al Direttore musicale Emmanuel Tjeknavorian, del primo concerto della Stagione 2026/27 all’Auditorium di Milano. Al pianoforte affronta il Primo concerto di Pëtr Il’ič Čajkovskij, una delle pagine più iconiche del repertorio romantico e con il quale prende avvio la sua residenza artistica con l’Orchestra Sinfonica di Milano.
Classe 2007, la sua è una carriera iniziata prestissimo: nata in una famiglia di musicisti, comincia a studiare pianoforte a quattro anni e mezzo e a soli cinque anni supera le selezioni per entrare alla Scuola Centrale del Conservatorio di Mosca, dove studia con Mira Marchenko. Oggi prosegue la sua formazione all’Ateneo de Música de Málaga.
Il primo passaggio decisivo arriva nel 2018. Dovgan ha appena dieci anni quando conquista il Grand Prix della seconda edizione dell’International Grand Piano Competition di Mosca. Le registrazioni delle sue esecuzioni, diffuse online, raggiungono rapidamente un pubblico internazionale e attirano l’attenzione del mondo musicale. Non tanto per la precocità del gesto tecnico, quanto per qualcosa di più difficile da definire: una naturalezza interpretativa, una concentrazione e una maturità espressiva che sembrano andare ben oltre la sua età.

A riconoscerne da subito quest’eccezionalità è stato Grigory Sokolov, tra le figure che più ne hanno accompagnato la crescita musicale. Già nel 2019 il grande pianista rifiutava per lei la definizione di “bambina prodigio”:

“

Questo miracolo non ha nulla di infantile. Ascoltandola sentirete suonare un adulto, una personalità

”

“

Il talento di Alexandra Dovgan è armonioso in modo raro, la sua maniera di suonare è autentica e concentrata. 
Prevedo un grande futuro per lei

”

Parole che individuano forse il tratto più riconoscibile del suo pianismo: la tecnica non diventa mai il fine dell’esecuzione. Anche nelle pagine più virtuosistiche il gesto rimane al servizio della musica, sostenuto da un suono nitido e preciso e controllato da una particolare concentrazione.

Nel giro di pochi anni questa personalità l’ha portata in alcune delle principali sale da concerto internazionali. Ha suonato alla Philharmonie e alla Konzerthaus di Berlino, al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, al Musikverein e alla Konzerthaus di Vienna, alla Tonhalle di Zurigo, al Palau de la Música di Barcellona e al Teatro Colón di Buenos Aires. Nella Stagione 2025/26 sono arrivati anche i debutti alla Carnegie Hall di New York, al Kennedy Center di Washington e al Concertgebouw di Amsterdam.
foto Vladimir Volkov
I concerti del 9 e 11 ottobre segnano l’inizio di un percorso che accompagnerà la Stagione 2026/27 dell’Orchestra Sinfonica di Milano. Dovgan tornerà infatti in Auditorium a dicembre con la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov e, a maggio, con il Terzo concerto di Prokof’ev; nello stesso mese sarà inoltre protagonista di un appuntamento cameristico insieme a Emmanuel Tjeknavorian, questa volta al violino.

Redazione

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