Nato a Cádiz nel 1876, de Falla fu pianista e compositore di straordinaria sensibilità, capace di fondere la tradizione musicale spagnola con le correnti più avanzate dell’Europa del primo Novecento. Dopo la formazione a Madrid, decisivo fu il trasferimento a Parigi nel 1907: nella capitale francese entrò in contatto con Debussy, Ravel, Dukas e con l’ambiente cosmopolita che stava ridefinendo il linguaggio musicale contemporaneo. Da quell’esperienza de Falla trasse un’attenzione nuova per il colore orchestrale, la trasparenza delle forme e l’allusione timbrica, senza mai rinunciare alla propria identità.
È proprio in questo clima che nasce Noches en los jardines de España, completata nel 1915. Non un concerto per pianoforte in senso tradizionale, ma una serie di “impressioni sinfoniche” in cui lo strumento solista si fonde con l’orchestra evocando giardini, notti e atmosfere andaluse. La scrittura è raffinata e sospesa, lontana da ogni esotismo superficiale: il folklore è interiorizzato, trasformato in colore, ritmo, respiro poetico.
Un carattere più drammatico emerge invece in La vida breve, opera giovanile che racconta una vicenda tragica ambientata nel Sud della Spagna. Qui de Falla intreccia canto popolare, danza e tensione teatrale, affrontando temi di forte impatto emotivo come l’emarginazione, il destino e il conflitto sociale. È una musica intensa e diretta, che guarda al teatro musicale europeo ma affonda le radici nella realtà culturale spagnola.

Ignacio Zuloaga y Zabaleta, Ritratto del compositore spagnolo Manuel de Falla
senza data, olio su tela