Orchestra Sinfonica di Milano - Articoli

Musica Maestre!

Clara Wieck Schumann, Frida Kahlo, Virginia Woolf e le altre

Pubblicato il 01/03/2024


Musica maestre!  Lo spettacolo in scena il 9/03 nell'ambito della rassegna Crescendo in Musica, "nasce su desiderio dell’Orchestra Sinfonica di Milano - in collaborazione con la Scuola Paolo Grassi - di creare uno spettacolo tutto al femminile", come racconta la regista Giorgia Bolognani. Musica maestre racconta la storia di Zoe, una ragazza, che come tante altre, deve imparare a conoscere se stessa e a fidarsi di quello che sa e di quello che è. Il duro percorso della crescita di cui ogni donna è consapevole di dover attraversare e che ci viene raccontato dalla cultura di ogni tempo con parole e forme diverse ed esempi di vita. 

Nello spettacolo, Zoe compie un viaggio nel tempo: ha molta paura di salire sul palco e suonare il clarinetto nel saggio finale. Si spaventa nel veder entrare il pubblico all’Auditorium e si nasconde in un vicolo sotto a un lenzuolo magico, che la porta a incontrare 3 personaggi femminili straordinari, che saranno per lei una guida: la pittrice Frida Kahlo, la musicista Clara Wieck Schumann, la scrittrice Virginia Woolf. Un quarto personaggio è rappresentato proprio dalla direttrice d’orchestra Azzurra Steri, che dal podio invita Zoe a salire sul palco, fare quel passo che cambia tutto e suonare e,  quindi, superare tutte le sue paure. Come già un certo mondo cinematografico e musicale (La la land insegna), Zoe ci ricorda che bisogna credere nei sogni, dimenticarsi della paura e fare quel passo in più.  
Nelle diverse scene dello spettacolo vengono raccontati gli incontri trasformativi tra Zoe e le tre personalità femminili. 
Nello spettacolo la musica ha tanti ruoli. Ci sono momenti in cui sembra che funga da colonna sonora della scena, momenti in cui è più descrittiva, e luoghi in cui la musica diventa un vero e proprio personaggio (come per esempio nella scena di Clara Schumann).

Dal punto di vista musicale, come ci racconta la direttrice d'orchestra Azzurra Steri, "nella scena dedicata all'incontro con Clara Schumann suoneremo musica della compositrice (che purtroppo non ha scritto musica sinfonica, ma solo musica da camera o per pianoforte). Eseguiremo il Trio in Sol minore, io al pianoforte, insieme a musicisti dell'Orchestra - il violoncellista Enrico Garau Moroni e il violinista Nicolaj Freiherr von Dellingshausen. Nel resto del programma, ho prediletto musica scritta da compositrici, come Emilie Mayer e Louise Farrenc (di cui eseguiremo la sua Ouverture n. 2). L'unico pezzo scritto da un uomo,  Arturo Marquez, è Danzon n. 2, perfetto nell'associazione nello spettacolo al Messico e al mondo sonoro e immaginifico di Frida Kahlo". 

La musica di Louise Farrenc e di Emilie Mayer è tutta da riscoprire.
In particolare, Louise Dumont poi Farrenc (si era sposata nel 1821 con il musicologo Aristide Farrenc) rappresenta una personalità pioneristica per il suo tempo. Nel 1842 Daniel Auber, direttore del Conservatorio di Parigi, nomina la Farrenc viene nominata docente di pianoforte, fino al ritiro nel 1873. E' la prima donna a mantenere una posizione di così alto rango, che si è distinta grazie all'eccellenza della sua didattica. Dopo la morte della figlia Victorine nel 1859 (anche lei pianista), Louise Farrenc si dedicò alla cura editoriale di Le trésor des pianistes. Attraverso questa avventura editoriale, condivise il suo ideale e desiderio di far rivivere la musica per tastiera dei secoli precedenti e contribuì a trasformarla in realtà attraverso una serie di sessioni storiche, in cui lei e i suoi allievi eseguirono selezioni dal repertorio del XVII e XVIII secolo. Dalla sua ricerca e sperimentazione aveva acquisito una notevole comprensione dei problemi essenziali dello stile di esecuzione della musica antica, e la sua estesa introduzione al primo volume di Le trésor, "Des signes d'agrément", fu pubblicata come manuale separato (Traité des abréviations, 1895).

Abbiamo messo il focus sul rendere ben localizzate nel tessuto d’origine le  storie dei personaggi. "Rendere il tutto più inclusivo”, abbracciare i luoghi, le persone e quello che loro portano. (Giorgia Bolognani)

Questo spettacolo è un prodotto tutto al femminile, ma per questo non vuol dire che parli solo alle bambine ma anche a bambini, tra i 5 e gli 11 anni. 
I personaggi in campo mostrano tematiche molto contemporanee come la difficoltà di conciliare la vita privata, la carriera e la costante ricerca di un equilibrio (Clara Schumann) e la resilienza e il coraggio di andare avanti nonostante tutte le difficoltà (Frida Kahlo e Virginia Woolf). 

Frida Kahlo è un esempio straordinario di forza
. Nel 1925 è vittima di un incidente e a causa della frattura del bacino è costretta a letto per un lungo periodo di degenza. I postumi di quell'incidente (un palo le avrebbe perforato il bacino e a causa delle ferite sarebbe stata sottoposta nel corso degli anni a trentadue interventi chirurgici) condizioneranno la sua salute per tutta la vita, ma non la sua tensione morale. Frida si dedica con passione alla pittura e nonostante il dolore fisico e psichico dei postumi dell'incidente, non smette di dedicarsi alla Pittura. Dimessa dall'ospedale viene costretta a mesi di riposo nel suo letto di casa con il busto ingessato. Questa circostanza forzata la spinge a leggere tanti libri e a dipingere. 

Valentina Trovato

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