In apertura, l’Ouverture Leonore n. 2 di Beethoven, emblema di slancio eroico e tensione verso la libertà, traccia un orizzonte espressivo che trova piena fioritura nella Seconda sinfonia di Schumann, dove l’impulso beethoveniano si trasforma in linguaggio pienamente romantico. A fare da ponte è Brahms, erede e custode di quella tradizione: la Sonata op. 120, nella versione orchestrata da Luciano Berio nel 1986, ne restituisce una voce intima e intensa, affidata al Primo clarinetto dell’Orchestra Fausto Ghiazza.


