Dal pianoforte all’orchestra, secondo un’idea di musica concepita come espansione collettiva del gesto strumentale. Il Triplo concerto di Beethoven nasce in questo spazio: il pianoforte dialoga con il violino, il violoncello e l’orchestra in una scrittura concertante che si fa ascolto reciproco e costruzione condivisa. I Quadri di un’esposizione di Ravel liberano la forza immaginativa dell’originale pianistico di Musorgskij in una tavolozza di colori e dinamiche orchestrali vertiginose.
Accanto
a Tjeknavorian, tre solisti italiani: Luca Kaufman, Giovanni Gnocchi e Sofia Sacco.