Il concerto parte da questa domanda, attraversando le Quattro Stagioni di Vivaldi come non le abbiamo mai ascoltate: dall’armonia originaria, allo squilibrio imposto dal cambiamento climatico, fino a una bellezza nuova e desiderabile. Una bellezza da ricercare, ma ancora possibile. Il percorso nasce dal progetto internazionale The [uncertain] Four Seasons, che rielabora la partitura vivaldiana a partire dalle proiezioni climatiche per il 2050. La bellezza diventa così non solo emozione estetica, ma strumento di legame con la natura e di consapevolezza dell’impatto dell’uomo: attraverso il dialogo tra musica e scienza, il pubblico è invitato a riconoscere ciò che rischiamo di perdere, ma anche a immaginare - e sentirsi responsabile di - un futuro ancora possibile.

