Se si vuole capire a fondo (o intuire vagamente) cosa sia l’Austria, occorre fare riferimento a una frase estratta da Danubio, raccolta di racconti partoriti dalla penna intelligente di Claudio Magris pubblicata nel 1986, che narra di un viaggio in compagnia di amici attraverso i luoghi in cui sono nati, vissuti o passati personaggi più o meno noti della storia, della cultura e della letteratura mitteleuropea.
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L'austriacità è arte della fuga, vagabondaggio, amore della sosta nell'attesa di una patria che, come dice il viandante di Schubert, è sempre cercata, presagita e mai conosciuta. Questa patria ignota, nella quale si vive su un conto in passivo, è l'Austria, ma è anche la vita, amabile e – sull'orlo del nulla – lieta
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Alfred Eschwé propone quest’anno una gita musicale che dalle zone più remote del (fu) Impero ci porta dritti a Vienna: dai suggestivi Quadri ungheresi di Bartók a una selezione straussiana che più iconica non si può, tra cui spiccano la Trisch-Trasch Polka e il Valzer dell’Imperatore.
Il concerto di venerdì 24/04 è preceduto, alle ore 18.30, nel Foyer Balconata, dalla conferenza di Eleonora Pipia dal titolo Un Impero multimusicale. I timpani di Haydn, La famiglia del Walzer, L'Ungheria di Bartók
Due anni fa la nostra comunità ha compiuto un’impresa straordinaria: raccogliere oltre 55.000€ in soli 30 giorni per donare nuovi timpani all’Orchestra. Oggi, con la Stagione 2026/27 alle porte, vogliamo raggiungere un nuovo obiettivo: raccogliere 30.000€ per rinnovare gli strumenti a percussione e continuare a garantire la qualità artistica dei nostri concerti.