Nel Duo in Fa maggiore di Haydn emergono la chiarezza architettonica e l’equilibrio del dialogo tra violino e viola, in una scrittura che unisce eleganza e invenzione. Il Duetto di Beethoven “con due obbligati occhiali” apre invece a una dimensione più ironica e giocosa, lontana dall’immagine più monumentale del compositore. A chiudere il programma, il Divertimento K 563 di Mozart, uno dei vertici assoluti del repertorio cameristico: un trio per archi di ampio respiro, in cui ogni voce contribuisce a una trama di straordinaria trasparenza e perfezione formale.


