La Serenata per flauto, violino e viola restituisce il volto più leggero e giocoso di Beethoven, in una scrittura trasparente e dialogica, dove il canto degli strumenti si intreccia con naturalezza e invenzione. Il Settimino, tra le pagine più amate del suo catalogo, amplia invece la dimensione cameristica verso un respiro quasi sinfonico: un ensemble ricco di colori, in cui ogni strumento contribuisce a un flusso musicale continuo, elegante e vitale.


